È possibile scalare l’Etna?

Si può scalare l’Etna?


È possibile scalare l’Etna? L’Avvocato Basilio Antoci analizza l’ordinanza del Sindaco di Nicolosi n. 6 del 2019 sulle escursioni ad alta quota.


Scalare l'Etna

Nicolosi la porta dell’Etna

Scalare l’Etna? Ecco cosa prevede la legge. L’Etna è il più alto vulcano attivo d’Europa. Il 21 Giugno 2013 l’UNESCO l’ha inserito tra le bellezze del “patrimonio naturale dell’umanità”. Sul versante sud dell’Etna si trova la cittadina di Nicolosi (CT). Il paese è definito “La porta dell’Etna”, proprio perché è l’ultimo centro abitato che si attraversa per giungere in quota. Non solo, gli impianti e le strutture commerciali che si trovano in quota, nel piazzale del Rifugio Sapienza, sono in territorio di Nicolosi nord.

Lo Studio Legale Antoci ha sede proprio a Nicolosi. La famiglia Antoci ha iniziato ad avere contatti con il paese di Nicolosi già a partire dal dopoguerra. Per maggiori dettagli al riguardo è possibile consultare l’articolo “Omonimia: Antoci sull’Albo Avvocati Catania”.

Raggiungere la sommità dell’Etna

Scalare l’Etna non è un grosso problema dal punto di vista alpinistico. L’intera montagna, infatti, è caratterizzata da dolci pendii e fitte reti di sentieri e rifugi alpini. Per un professionista è una passeggiata. Sennonché, il buon senso e l’esperienza insegnano che in montagna nulla è scontato. Inoltre, trattandosi di un vulcano in piena attività, le escursioni ad alta quota possono comportare seri rischi. I crateri attivi si caratterizzano, infatti, per attività effusive ed esplosive di grande potenza. Lo spettacolo è assicurato ma, se ci si avvicina troppo, il pericolo è elevato.

Il fronte lavico dell’eruzione del 2001, ad esempio, fece esplodere la riserva d’acqua dell’allora centro servizi: in tale frangente anche l’Avv. Francesco Salvatore Antoci si trovava sul posto, in qualità di Consigliere del Comune di Nicolosi. Fu investito dell’esplosione insieme ai colleghi e agli operatori ivi presenti: l’Avvocato rimase illeso, ma il centro servizi crollò e, per fortuna, vi furono solo alcuni ustionati. Cadendo a terra, infatti, molti poggiarono le mani sui lapilli incandescenti sparsi dall’esplosione sul piazzale del Rifugio Sapienza. Ecco che, avvicinarsi alle zone sommitali dell’Etna, oltre che pericoloso, è oggetto di restrizioni finalizzate a garantire la pubblica incolumità.

Il TULPS

Il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) prevede, all’art. 1, che «l’autorità di pubblica sicurezza veglia al mantenimento dell’ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità». Mentre, il successivo articolo 2 prevede che «il Prefetto, nel caso di urgenza o per grave necessità pubblica, ha facoltà di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica». Per cui, le autorità locali possono prendere i provvedimenti necessari a regolare situazioni urgenti o pericolose.

Ordinanza 06/2019 del Sindaco del Comune di Nicolosi

In qualità di rappresentanti del Governo, i sindaci interessati hanno il potere di regolare l’accesso alle zone sommitali dell’Etna. L’ultima ordinanza del Sindaco di Nicolosi è del 04/06/2019 e sostituisce le precedenti (n. 3 e 5 del 2019). Con questo provvedimento, il Dott. Angelo Pulvirenti, ha individuato le quote accessibili e le modalità per raggiungerle. Precisamente le escursioni libere sono state autorizzate fino a quota 2.750 metri sul livello del mare. Da 2.750 a 2.920 metri s.l.m., le escursioni sono autorizzate solo se accompagnate da Guide Alpine o Vulcanologiche. Oltre la quota di 2.920 metri s.l.m. è fatto assoluto divieto di accesso a chiunque.

Ordinanza 31/2019 del Sindaco del Comune di Linguaglossa

Così come per Nicolosi, anche il Sindaco di Linguaglossa – città sul versante nord dell’Etna – con l’ordinanza n. 31 del 31/05/2019 ha individuato le quote accessibili e le modalità di accesso alle stesse. Su tale versante le escursioni sono libere sino a 2.800 metri sul livello del mare. Oltre tale quota l’accesso è consentito alle sole escursioni con Guida Alpina o Vulcanologica, con l’ulteriore limite di venti (20) escursionisti per ogni guida presente. L’ordinanza in esame non fissa una quota massima, sembrando consentire l’accesso fino alle quote sommitali più alte – purché siano rispettate le anzidette condizioni.

Sanzioni per le violazioni

La violazione delle ordinanze sindacali comporta per i trasgressori il rischio di essere denunciati e perseguiti ai sensi dell’Art. 650 del Codice Penale. Si tratta di una norma penale c.d. in bianco, che punisce l’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità alternativamente con l’arresto fino a tre (3) mesi o l’ammenda fino a duecentosei euro (206,00 €). Sempre che che il fatto commesso non costituisca più grave reato: si pensi all’oltraggio o alla resistenza a pubblico ufficiale o all’esercizio abusivo di professione o arte – nel caso in cui colui che guida l’escursione non sia una Guida Alpina o Vulcanologica abilitata.

Scalare l’Etna: sì, ma non fino in cima!

Alla luce dell’analisi sin qui svolta è evidente che l’Etna può essere visitata e scalata liberamente e in sicurezza fino a 2.750/2.800 metri s.l.m. (escursioni libere). Sul lato sud (Nicolosi), anche con la presenza delle Guide Alpine o Vulcanologiche, si può arrivare massimo ai 2.920 m. s.l.m. (restando escluso l’accesso a quote maggiori) mentre, sul versante nord (Linguaglossa), sembrerebbe che, in gruppi di venti persone per ogni guida, si possa accedere alle quote più elevate del vulcano.

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Nota di copyright

L’immagine inserita nel presente articolo è stata scaricata da www.pixabay.com alla pagina https://pixabay.com/it/nuvola-di-fumo-etna-63020/ ed è stata rilasciata e pubblicata addì 20 Dicembre 2012 con licenza “CC0 Creative Commons – Libera per usi commerciali – Attribuzione non richiesta” dal proprietario “WikiImages”.

L’immagine in evidenza è, invece, di Rosario Patané.


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