I legittimari, Art. 536 c.c.

I legittimari


Chi sono i c.d. legittimari? L’Avvocato Basilio Antoci di Nicolosi e Catania illustra in breve l’art. 536 del Codice Civile.


I soggetti individuati dall’Art. 536 c.c.

Legittimari art. 536 Codice Civile

I legittimari. Il fenomeno successorio, che si apre al momento della morte, coinvolge innumerevoli soggetti, beni e interessi. Il Codice Civile dedica l’intero Libro II proprio alle successioni mortis causa. Nel nostro ordinamento sono previsti due tipi di successione: testamentaria e ab intestato (o legittima).

Si parla, invece, di successione necessaria per riferirsi alle disposizioni di legge dettate per individuare la quota di riserva che la legge accorda in favore di determinati soggetti. Si tratta, in pratica, di norme che pongono un limite di disponibilità del patrimonio in sede di successioni testamentarie, riservandone una quota ai legittimari. A tal proposito, l’art. 536 c.c. dispone che «le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli, gli ascendenti».

Sono questi i soggetti che vengono definiti, appunto, “legittimari”. Il coniuge, i figli e gli ascendenti sono coloro ai quali deve essere devoluta, per legge, una quota di eredità del de cuius. Ai sensi dell’art. 537 c.c. quando ci sono solo figli, a questi è riservata la metà del patrimonio del genitore. Allo stesso modo l’art. 540 c.c. stabilisce che, quando non vi sono figli, al coniuge superstite sia riservata sempre la metà del patrimonio del de cuius. Quando, invece, il coniuge concorre con un figlio, l’art. 542 c.c. stabilisce che a entrambi sia riservata la porzione di 1/3 ciascuno dell’eredità. La stessa norma prescrive che, nel caso di concorso del coniuge con più di un figlio, ai figli spetta il 50% dell’eredità (2/4) mentre, al coniuge superstite spetta il 25% dell’eredità (1/4). La quota residua si chiama disponibile, poiché può essere devoluta per testamento anche a soggetti diversi.

Per ciò che attiene agli ascendenti, l’art. 538 c.c. dispone che «se chi muore non lascia figli, ma ascendenti, a favore di questi è riservato un terzo del patrimonio». Se gli ascendenti concorrono con il coniuge, a quest’ultimo è riservata la metà del patrimonio (2/4) e agli ascendenti 1/4. L’art. 569 c.c. stabilisce, invece, che nel caso in cui colui che muore non lasci «prole, né genitori, né fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono per una metà gli ascendenti della linea paterna e per l’altra metà gli ascendenti della linea materna».

Successione legittima

La successione legittima è quella che si apre in assenza di testamento e la cui disciplina prevede diverse quote di ripartizione tra tutti i soggetti c.d. successibili.

La successione a causa di morte o mortis causa è il fenomeno giuridico che determina il subentrare di un soggetto vivente nella titolarità del complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi di cui era titolare il defunto (successione a titolo universale) o di specifici rapporti (successione a titolo particolare) che non si siano estinti con la morte di quest’ultimo.

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Collegamenti esterni

Per approfondire l’argomento trattato nel presente contributo, si consiglia la consultazione dei testi e degli articoli indicati di seguito.

  • Annamaria Villafrate, I legittimari nella successione ereditaria, in Studio Cataldi – Il diritto quotidiano, Ascoli Piceno.
  • Codice Civile, Libro II Delle Successioni, in Brocardi.it.

Nota di copyright

L’immagine inserita nel presente articolo è stata scaricata da www.pixabay.com alla pagina https://pixabay.com/it/photos/the-addams-family-la-famiglia-addams-4835423/ ed è stata rilasciata e pubblicata addì 10 Febbraio 2020 con licenza “CC0 Creative Commons – Libera per usi commerciali – Attribuzione non richiesta” dal proprietario “Victoria_Borodinova – Press 👍 and ⭐”.


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