Terzo settore

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L’Avvocato civilista e penalista di famiglia a Nicolosi – Basilio Elio Antoci – espone brevi cenni sulla disciplina del c.d. Terzo settore.


Volontariato e integrazione sociale

Terzo Settore

Brevi cenni sul Diritto del Terzo Settore. Il T.S. è stato finalmente regolato tramite i Decreti Legislativi 112 e 117 del 2017. La normativa ha, infatti, dato origine alla definizione di “ente del terzo settore”. A ragione, oggi, si può, dunque, parlare di diritto del terzo settore. Gli enti che si occupano di materia sociale, si insinuano nello spazio costituzionale delle libertà sociali. Tali soggetti non appartengono alla Pubblica Amministrazione, né alle comuni imprese commerciali: essi si fanno carico di problemi complessi che non possono essere risolti né dal pubblico, né dal privato. Si pensi, ad esempio, alla cura delle persone con disabilità, nel campo sociale e sanitario dove l’intervento in tal senso muove proprio dal terzo settore. Questo ha, infatti, anticipato sia il settore pubblico, sia il settore imprenditoriale.

Il diritto del terzo settore è un diritto che viene definito «promozionale». Tale definizione deriva dal fatto che, la legislazione in discorso, non segue il comune schema giuridico del precetto di legge e della sanzione prevista per la sua violazione. Il diritto del terzo settore, infatti, mira a incentivare determinati comportamenti, subordinando a essi dei primi o dei vantaggi e non sanzioni o castighi. Si pensi, ad esempio, ai vantaggi fiscali connessi alle donazioni spontanee alle associazioni di volontariato: non c’è un obbligo di donazione, né una sanzione. Se, però, la donazione viene eseguita, l’Ordinamento Giuridico prevede un premio di carattere fiscale in favore del soggetto donante.

Le fonti del diritto del terzo settore

La disciplina giuridica degli Enti del T.S. è variegata. Si parte, infatti, dalla disciplina generale che il Codice Civile detta in materia di enti e associazioni, sino ad arrivare alla disciplina speciale per ogni singolo tipo di ente. Legge delega 106/2016 che ha dato il via alla regolazione della materia, prevedeva quattro oggetti principali: riforma del Libro Primo del Codice Civile; revisione della disciplina degli enti del terzo settore; la disciplina dell’impresa sociale e il c.d. servizio civile universale. Questi oggetti sono stati tutti attuati, tranne il primo: non è stata, infatti, attuata alcuna riforma del codice civile.

Fondamentale per i giuristi e per gli interpreti è la sentenza n. 131/2020 della Corte Costituzionale. Con tale provvedimento, infatti, il Giudice delle leggi ha dato un’ulteriore sistemazione alla disciplina e ha sottolineato che, gli Enti del terzo settore, meritano di avere una propria disciplina poiché contribuiscono a dare risposta alle esigenze provenienti dal tessuto sociale. In tal modo, dunque, tali enti sgravano la Pubblica Amministrazione e la coadiuvano in termini di azione concreta nel sociale e di analisi dati.

Definizione di Ente del terzo Settore

Sono Enti del T.S. tutte le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi, ed iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore. Questi enti possono operare in svariati modi, esercitando anche attività collaterali aventi carattere di impresa. Prima fra tutte è, senza dubbio, l’attività di volontariato (azione volontaria).

Vi è, poi, la possibilità di limitarsi a raccogliere risorse onde erogare beni e servizi (sussidi, borse di studio, assistenza). Altra modalità di intervento è la c.d. mutualità. Si tratta di un’attività che si fonda sul contributo dei partecipanti all’ente medesimo, che mira – dal canto suo – a migliorare le condizioni di vita dei soci. Ultima attività è, come anticipato, anche l’attività di produzione o scambio di beni o servizi sul mercato. Quest’ultima è l’attività tipica dell’imprenditore.

Collegamenti esterni

Per approfondire l’argomento trattato nel presente contributo, si consiglia la consultazione dei testi e degli articoli indicati di seguito.

  • Direzione Generale del TS e della responsabilità sociale delle imprese, sito ufficiale.

Nota di copyright

L’immagine inserita nel presente articolo è stata scaricata da www.pixabay.com alla pagina https://pixabay.com/it/vectors/yin-yang-armonia-equilibrio-4401011/ ed è stata rilasciata e pubblicata addì 13 Agosto 2019 con licenza “CC0 Creative Commons – Libera per usi commerciali – Attribuzione non richiesta” dal proprietario “mohamed Hassan”.


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Pubblicato da Basilio Elio Antoci

Nato a Catania nel 1987, figlio d'arte dell'Avv. Francesco Salvatore Antoci e della Prof.ssa Borzì Giusy, cresce a Nicolosi. Atleta agonista dell'U.S. Nicolosi Sci di fondo & Ski roll, scout A.G.E.S.C.I. del Gruppo Nicolosi 1, scrittore ed educatore. Dopo la maturità scientifica conseguita nel 2005, si laurea in Giurisprudenza nel 2012. Diviene Avvocato nel 2016 e passa alla direzione dello Studio Legale Antoci.

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