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Modifica del regolamento di condominio

Tribunale di Milano, sentenza 2505/2018

Il 2 marzo 2018 il Tribunale di Milano ha depositato un’interessante sentenza in materia di condominio. In poche significative battute il provvedimento del Tribunale Meneghino offre ai cittadini una massima preziosa:

«L’eventuale richiesta di modifica del regolamento condominiale e dei criteri di riparto in esso contenuti va rigettata dal Giudice in virtù della sua natura contrattuale che, per la modifica dello stesso, impone il ricorso alla volontà dell’assemblea dei condomini».

Il caso in breve

Una clinica privata iniziava a svolgere la propria attività all’interno di un condominio. In conseguenza di ciò, le spese per la fornitura dell’acqua aumentavano in modo considerevole. Pertanto, alcuni condomini, adivano il Tribunale per ottenere la «modifica del Regolamento Condominiale, nella parte relativa al criterio di ripartizione delle spese afferenti i consumi di acqua, previo accertamento della lesività dei diritti dei condomini da parte del criterio oggi operante». Il giudice rilevava, però, che la modifica del regolamento condominiale (che nel caso di specie era di tipo contrattuale, stante che risultava predisposto dal proprietario originario) può ben essere adottata dall’Assemblea dei condomini. Anzi, il regolamento di condominio deve essere modificato solo ed esclusivamente dall’Assemblea dei condomini, in quanto la modifica di un regolamento condominiale non rientra tra i poteri dell’autorità giudiziaria. Il giudice, quindi, non ha il potere di superare la volontà dei privati: in tal senso l’assemblea è sovrana. Pertanto la domanda giudiziale veniva dichiarata inammissibile e rigettata con condanna alle spese a carico degli attori.

Considerazioni finali

Il regolamento di condominio è quella fonte di norme interna a un condominio. Quando in un edificio vi sono più di otto condomini, è obbligatorio che l’assemblea adotti un regolamento al fine di disciplinare l’uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell’edificio e quelle relative all’amministrazione. Questo è quello che prescrive l’art. 1138 c.c. al primo comma. La stessa norma continua prevedendo che «le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli articoli 1118, secondo comma, 1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137». Il regolamento di condominio non può nemmeno violare gli artt. 63, 66, 67 e 69 delle disposizioni di attuazione del Codice Civile. Sempre l’art. 1138 prevede la possibilità di impugnare il regolamento di condominio ai sensi dall’art. 1107 c.c., secondo cui «Ciascuno dei partecipanti dissenzienti può impugnare davanti all’autorità giudiziaria il regolamento della comunione entro trenta giorni dalla deliberazione che lo ha approvato. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione». Pertanto, dalla sentenza in esame si comprende che se da un lato la legge prevede l’impugnabilità del regolamento di condominio quando questo violi l’art. 1138 c.c. o altre norme imperative, dall’altro lato bisogna sempre tenere presente che questo può sempre essere modificato di comune accordo tra i condomini con una delibera assembleare che rispetti le maggioranze di cui all’art. 1136 c.c.: modifica che non può mai essere richiesta al giudice.

In dottrina si segnala l’articolo pubblicato su Diritto e Giustizia a commento del provvedimento testé esaminato. In fondo alla pagina è disponibile il riferimento bibliografico completo con il link diretto.

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Note di copyright

L’immagine inserita nel presente articolo è stata scaricata da www.pixabay.com alla pagina https://pixabay.com/it/stanza-conferenza-sedie-2192484/ ed è stata rilasciata e pubblicata addì 02 Aprile 2017 con licenza “CC0 Creative Commons – Libera per usi commerciali – Attribuzione non richiesta” dal proprietario “sferrario1968 – Stefano Ferrario”.


© Avv. Basilio Antoci, 2018 –