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Contatti studio legale: no Whatsapp

Ecco come contattare l’Avvocato a Catania e Nicolosi

I mezzi di comunicazione digitale hanno ormai invaso la vita quotidiana di ogni persona che possieda un PC o uno smartphone. Comunicare velocemente va bene, ma in certi casi determinate situazioni richiedono una maggiore formalità e serietà. A parere dello studio legale Antoci di Nicolosi e Catania, la messaggistica spicciola offerta dalle App di instant messaging è da evitare nelle relazioni tra cliente e Avvocato. Relazioni basate sulla fiducia, ma anche su un contratto: il contratto di mandato, per mezzo del quale il cliente incarica l’Avvocato di offrire consulenza e di occuparsi di una determinata questione nell’interesse della parte assistita (che spesso coincide con il cliente). Prima di accettare il mandato l’Avvocato deve essere messo in condizione di conoscere il cliente e la parte assistita, nonché la questione in ogni suo dettaglio e, solo dopo, accettare o meno l’incarico. Ecco che, inviare un messaggio spesso sgrammaticato oppure la foto di un documento o peggio un messaggio vocale (che andrebbe ascoltato e sbobinato) tramite WhatsApp et similia non permette un’analisi approfondita della questione, né dà all’Avvocato la possibilità di illustrare i profili di diritto al cliente. Perché la base di ogni azione legale è la consulenza: non si può spiegare il diritto da applicare al caso concreto, nelle poche righe di un messaggio. Si rischia di non capirsi, si rischia di sbagliare, si rischia di essere fraintesi. Il confronto vis-a-vis con il cliente è fondamentale per elaborare una strategia. Senza dimenticare la cosa più importante: studiare una questione e fornire una consulenza (fosse anche solo per dire “non si può fare niente”) è il lavoro dell’Avvocato, il quale ha studiato anni, fatto pratica e superato un concorso pubblico proprio per poter dire se un’azione legale si “può fare” oppure no. Ascoltare un problema giuridico, accettare l’incarico e offrire una risposta è un lavoro e il lavoro va pagato. Pagamento che non può, certamente, avvenire tramite messaggi. Lo studio legale Antoci, infatti, richiede il versamento di un acconto all’atto dell’assunzione dell’incarico, senza eccezioni.

Contratto di mandato e responsabilità connesse

A parte la questione dei pagamenti e dell’eventuale acconto c’è anche da rilevare che, rispondendo al “messaggino”, il contratto di mandato potrebbe considerarsi già stipulato e ciò comporterebbe per l’Avvocato l’assunzione immediata di tutte le responsabilità che derivano dal mandato stesso: responsabilità deontologiche, professionali, fiscali. Si rischierebbe, quindi, che tutte queste responsabilità vengano assunte gratis e senza una previa accurata valutazione. Mancherebbe anche il consenso scritto (e sottoscritto) al trattamento dei dati personali, cosa che esporrebbe il professionista anche al rischio di pesanti sanzioni. Per tali motivi è bene evitare – almeno inizialmente – contatti “al volo” mediante messaggistica istantanea. Una telefonata oppure una e-mail sono, dunque, la cosa migliore: per telefono si può accennare la questione e ottenere velocemente un appuntamento in studio. Una mail costringe il cliente a ragionare e a soppesare le informazioni da scrivere.

No whatsapp

Contattare l’avvocato Antoci, ma senza WhatsApp: ecco come fare…

Lo studio legale Antoci – avvocato a Catania e provincia – risponde al numero 3896040727 dal lunedì al venerdì orari ufficio: su tale numero WhatsApp è attivo, ma è impostata una risposta automatica che eloquentemente si apre con la frase “No Whatsapp” e invita il cliente a telefonare o a mandare una mail. Maggiori informazioni sui recapiti e i contatti dello studio legale sono disponibili alla pagina CONTATTI.

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